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SANTO DOMINGO PLAYA ESMERALDA SPIAGGIA DI GUAYACANES
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LINA & GUIDO TURISTI NON MOLTO PER CASO
In una fredda ed uggiosa giornata di ottobre, mentre guardo fuori dalla finestra
dellufficio di Milano, sogno una spiaggia incantata con mari verde smeraldo
e palme a ridosso della sabbia bianca. E penso ecco
.vorrei essere
lì.
Il
desiderio diventa sempre più forte con il passare dei giorni, così
io ed il mio compagno, decidiamo di abbandonare il freddo in occasione delle
festività di fine anno, e di prenotare una splendida settimana di mare,
iniziando il 2008 su una spiaggia assolata di Santo Domingo!
Curiosando
via internet , ci imbattiamo in una struttura piccola che ci sembra davvero
fuori dai soliti villaggioni-città dove si è un numero, si viene
chiusi lì e poi ripresi a fine vacanza
esattamente quello che
vogliamo accuratamente evitare. Ciò che vediamo e leggiamo sul sito,
ci da lidea di essere qualcosa di semplice, accogliente, economico,
e a nostra misura, quello che cercavamo.Scopriamo che la conduzione è
italiana e sin dai primi contatti via mail, notiamo che la gentilezza e la
cortesia fanno parte della gestione.
Così
prenotiamo il nostro volo di linea Air France , sullaereoporto internazionale
della capitale, e partiamo il 29/12/2007 da Milano al mattino con 4°
, arrivando alle 18.00, per effetto delle 5 ore di fuso orario, ai 28°
di Santo Domingo.
Senza inconvenienti , a parte la fila per pagare i 10 dollari di visto per
uscire dallaereoporto, troviamo ad attenderci Bruno, un napoletano simpaticissimo
che si è stabilito a Boca Chica da 14 anni , e ci racconta un po
della sua vita in quel paradiso.
Arriviamo
in albergo al PLAYA ESMERALDA a
meno di unora da Santo Domingo, tra Boca Chica e Bayahibe, nella zona
a sud dellIsola sul mar del Caribe un piccolo villaggio di pescatori
con i quali siamo a contatto in spiaggia ogni giorno.
Sulla
spiaggia , dai dominicani e possibile farsi fare manicure e pedicure
o acquistare del cocco fresco per dissetarsi. Giusto di fianco alla terrazza
sul mare dellhotel, cè uno spiaggione bellissimo che si
estende per chilometri, di sabbia bianca con le palme. Qui le famiglie di
dominicani fanno pic-nic e bagni di sole e mare., li vediamo ogni giorno in
particolare nelle feste e nel wkend. Si vive a stretto contatto con loro,
cosa che a noi è piaciuta molto.
Un dettaglio da non sottovalutare, se si cerca mare caldo e senza onde, è che qui siamo sul Mar del Caribe e non sullOceano!
Infatti
S. Domingo offre entrambi i mari, a nord lOceano Atlantico, a sud il
Mar Caribe.
Scopriamo
per fortuna, noi che non siamo amanti dei mega villaggi, che non cè
alcuna serrata animazione, il piccolo ma confortevole resort gestito da italiani
ha personale dominicano. Tutti si dimostrano estremamente gentili e per nulla
invadenti, chi vuole può unirsi alle partite in spiaggia di beach volley
organizzate da Miguel, o farsi fare un massaggio da Susana, e cè
anche una piscina per crogiolarsi al sole, ma il mare è talmente bello
che noi labbiamo usata poco.
Il
cibo e fantastico, la pasta viene saltata ai fornelli da chi capita,
perché il bello della gestione è che, tutti fanno tutto allesigenza,
quindi succede che Roberto, il General Manager ci faccia due spaghettini con
sughetto di melanzane al momento , senza preoccuparsi che sia o meno un suo
compito
.ci è subito simpatico il ragazzo di Molfetta!
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Lo
staff ai tavoli è carinissimo, locchio vigile di Maria, la capo-sala,
una dominicana che parla italiano meglio di tanti di noi, è attento
a tutte le esigenze degli ospiti, ed ai vassoi che si svuotano con molta facilità.
Il bar è aperto fino a sera tardi ed offre cocktails dissetanti, che
ci allietano per tutta la vacanza e che fanno parte dellall inclusive.
Facciamo
subito amicizia con 2 ragazzi di Ancona che lo staff ci mette al tavolo, chiedendoci
il permesso , e con loro passiamo lintera vacanza. Organizziamo di fare
unescursione dove Bruno si
offre per 100 Dollari totali, di portarci a visitare la capitale di S. Domingo.
Lì passiamo unintera giornata visitando il Faro di Cristoforo
Colombo dove sono conservate le sue spoglie, la casa del figlio Diego, la
chiesa più antica del Nuovo Mondo e passeggiamo per El Condo la via
dello shopping. Passiamo ore entrando in tutti i negozietti con Bruno che
sfinito, ci guarda implorante
ma con tanta pazienza ci riporta in albergo
verso le ore 18.00.
Una
sera decidiamo di fare un giretto a Juan Dolio e ripetiamo anche luscita
in un giorno di pioggia, andando a San Pedro de Marcoris, dove cè
un piccolo centro commerciale , facendo la bella esperienza dei mezzi locali
che per pochi pesos attraversando la statale, ci lasciano nelle varie località.
Ne passa uno ogni 15 minuti circa , li aspettiamo sul ciglio della strada,
non hanno fermate ma si prenotano alzando la mano e si sale al volo! E
tutto molto originale, siamo stivati nei piccoli bus, alcuni ci mettono in
braccio ragazzini, e non neghiamo di aver preso mezzi di fortuna. Ancora ci
chiediamo come facciano a viaggiare in quelle condizioni
non cè
un pezzo integro nella struttura del mezzo!!!
Arriva la sera del 31 dicembre e passiamo una piacevole serata con gli altri
ospiti del villaggetto, scambiandoci gli auguri come in una grande famiglia.
La struttura e la spiaggia sono addobbate in modo molto grazioso.
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Ceniamo con aragosta e altre delicatezze, finiamo la serata al ritmo di Bachata e Merengue . Un gruppo suona dal vivo e guardiamo incantati i fuochi dartificio in spiaggia che salutano il nuovo anno. I ragazzi dello Staff ballano con le torce in spiaggia e arriva così la mezzanotte di questo caldo Capodanno.
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Poi arriva lora di tornare, salutiamo Giustina, la ragazza siciliana dello Staff che è alla reception e gli altri ragazzi, un po malinconici, ma felici di aver vissuto in quel piccolo angolo di paradiso anche solo per pochi giorni.
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E
il 6 di gennaio, alle ore 18 Bruno, sempre disponibile, ci riporta in aeroporto.
La fila al check in è lunghissima, per fortuna il volo è previsto
per le 21.10, alle 20.30 siamo ancora in fila per consegnare i bagagli !
Il rientro in Italia è traumatico, freddo e nebbia ci attendono a Malpensa
..infiliamo
i nostri giubbotti imbottiti e ci guardiamo desolati.
A
presto Playa Esmeralda, ci mancherai!
Lina & Guido

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