IL CASTELLO MEDIOEVALE DI MONTECHINO
nell'antico Ducato di Parma e Piacenza, a 104 chilometri da Milano
Castello di Montechino listato in Wikipedia
Castello di Montechino su
 
 
   
     
     

Maestoso, in un paesaggio di fiaba, il castello di Montechino sui Colli Piacentini tra campi coltivati e boschi secolari

 

Posizione

Il Castello di Montechino si trova in Val Riglio, nella Val Nure, vallata centrale del territorio piacentino, tra colline e campi coltivati ma non solo pace e tranquillita'.

 
   
Val Nure
     
Val Riglio
Val Riglio
Paese
Regione
Provincia
Comuni
Fiume
Riglio
Comunita' montana
 

Val Riglio

     
Aeroporto
Distanza da Montechino
Tempo medio
104 km
1 ora 27 m
154 km
2 ore 4 m
160 km
1 ora 56 m
245 km
2 ore 36 m
566 km
5 ore 35 m
     
 
 
auto d'epoca in un castello d'epoca
     
 
 
nelle campagne del piacentino con la BMW R80 GS 1988
     

Come ci si arriva

Da Piacenza per Carpaneto e quindi a destra per Gropparello, dove si prosegue per Montechino (31 km da Piacenza). Partendo da Gropparello, esistono due percorsi stradali per raggiungere Montechino. Il primo (6,8 km, con un tempo di percorrenza media in auto di 10 minuti) attraverso localita' Ca' Ravazzoli, il secondo (6,6 km, 11 minuti) attraverso localita' Ca' La Rocca. Dopo sette chilometri di strada tra belle colline e boschi sempre sul crinale si arriva a Montechino (524 m s.l.m.). Il castello medievale sorge sulla destra, sul monte Occhino, a picco sul torrente Riglio e domina la val Riglio, belvedere panoramico su tutta la pianura, dove la campagna è punteggiata da numerose aziende agricole. L'organizzazione del paesaggio richiama la millenaria suddivisione del territorio in tanti piccoli feudi, ognuno dotato di un proprio fortilizio difensivo in posizione dominante.

Da Parma con l'autostrada A1 (77,2 km in un'ora e un quarto circa).

 
   
Gropparello
     
Dalla montagna alla pianura il territorio del Comune di Gropparello è solcato dal corso parallelo dei torrenti Chero, Vezzeno e Riglio, che danno origine alle tre vallate omonime.
   
il torrente Riglio
     

Il castello

La costruzione e' in pietra, a pianta rettangolare con torre quadrata orlata da merli guelfi.

Conserva ancora ben visibili i caratteristici incastri del ponte e del ponticello levatoi.

Si trova sui primi Colli Piacentini, a mezz’ora d'auto dallo snodo autostradale di Piacenza accessibile da tutto il nord Italia. Vivibile tutto l’anno per la presenza di un impianto di riscaldamento a metano. 

Il castello e' in perfetto stato di conservazione, immerso in 27 ettari di parco, boschi con alberi secolari e campi coltivati, si sviluppa su due piani per un totale di 1.100 mq.

 

 
   
il castello di Montechino visto dall'alto
     

La ristrutturazione

Ristrutturato piu' volte nel corso dei secoli, ha avuto nel corso degli ultimi venticinque anni un accuratissimo restauro nel rigoroso rispetto della sua storia ed e' oggi completamente arredato e corredato in ogni sua parte.

 
   
il castello nei primi anni del '900
     

Il castello oggi

E' composto da: cucina con camino, salone con soffitto a volta e camino, soggiorno, studio con soffitto a volta e camino, otto camere da letto con camino, sette bagni, cantina, taverna, garage, telefono e internet. La proprieta' comprende inoltre: orto e giardino botanico di 600 mq interni alle mura, frutteto, tre case coloniche, stalle.

 
   
il castello di Montechino oggi
     
 
estate campo grano
 
autunno campo arato
     
 
Montechino in estate. entrata pedonale lato est
     
Montechino in inverno, ben visibili in alto sul frontale del castello gli incastri dell'antico ponte levatoio
     
 
viale lavanda e cipressi nord est
 
boschetto degli ulivi
     
 
ingresso pedonale
 
nei sotterranei del castello
     
 
autunno
 
ingresso principale autunno
     
 
viale cipressi novembre
 
colori autunno vite del canada
     
 
ingresso degli iris
 
hortus conclusus esposto a sud
     
 
giardino fiorito
 
corte principale delle rose bianche
     
 
scala al frutteto
 
panca Lutyens
     
 
cena estate sotto la pergola
 
belvedere sui campi
     
 
vista sul campo di grano
 
scalinata verso i campi coltivati
     
 
salone delle feste
 
il grande camino del salone
     
 
studio library
 
scrivania in mogano
     
studio col camino e poltrone Frau
sala da the
camino antico
 
salotto con camino
 
camera padronale con camino, scrittoio e aria condizionata
 
una delle sette camere ospiti
 
 
letto in noce dell¨ottocento
 
camino Salvator Rosa
     
il bagno padronale
     
cucina come quelle di una volta
     
 
in cucina con i prodotti della campagna del castello
 
 
pentole di rame antico
 
paiolo di polenta cucinata al fuoco di legna
     

Posizione strategica del castello

Ubicato lungo una variante dell'antica Via Francigena, detta anche Via Francesca o Romea, quella che, a partire dall'XI secolo, conduceva alle tre principali mete religiose cristiane dell'epoca medievale: Roma, Santiago de CompostelaGerusalemme.

Percorsa da pellegrini in viaggio da tutta Europa verso i luoghi Santi, questa via, costellata di fortificazioni e castelli, era parte di una fitta rete di comunicazioni e commerci medioevali.

 

 
   
la Via Francigena in autunno
     

Di fondamentale importanza lo snodo di Piacenza, controllato dai cavalieri Templari a partire dal Milleduecento. Da qui la via proseguiva verso Firenze e Roma, ma anche verso le valli piacentine, tra cui Val Nure e Val Riglio, orientate ai porti di Liguria e Toscana.

   
alla scoperta della Via Francigena

 

 

     

Origini e storia

Fin dalla prima meta’ del Millecento, si affermo’ anche nella penisola italiana la presenza organizzata e forte dei Cavalieri del Tempio di Gerusalemme, che ebbero in Piacenza uno dei loro insediamenti piu’ importanti.

Dal 1160 i Templari si stabilirono a Piacenza, dove edificarono la Commanderia di Santa Maria del Tempio e gestirono l'Ospitale della Misericordia annesso all'antica Chiesa di Sant'Egidio (oggi San Giuseppe all'Ospedale). La loro presenza era legata soprattutto al controllo della Via Francigena e delle altre numerose strade che raggiungevano a raggiera la città, tra le quali le importanti Via Emilia, Via Francigena e Via Postumia.

Ai Templari fu affidata la costruzione di una fitta rete di castelli, guarnigioni e insediamenti militari, a protezione delle vie di pellegrinaggio, commercio e comunicazione verso est, ovest e da nord a sud. Vie che si ramificavano anche nelle valli minori del piacentino, spesso preferite alla Via Emilia nei momenti di disordine e guerra.

 
   
i Cavalieri Templari
     

E’ questa l’epoca in cui sorgono castelli, rocche e fortificazioni in tutte le valli del piacentino.

E' alla fine del XII secolo, con l'arrivo dei Confalonieri nel piacentino, che si collocano le origini in Val Riglio del castello di Montechino, avamposto strategico a picco sul torrente Riglio.

Per tutta la storia continua con la storia del castello.

 
   
il torrione angolare del castello prima della ristrutturazione
     

I protagonisti

Nel Basso Medioevo, dal Milleduecento a meta' del Quattrocento, guerre, devastazioni, carestie, epidemie, segnarono la storia dell'Europa e dell'Italia, teatro di conflitti tra Papato e Impero, Guelfi e Ghibellini. Piacenza e le sue valli, per la collocazione geografica, costituivano un'area a schieramento variabile tra le due fazioni, al centro di contese feudali continue. Di qui il sorgere di castelli in ogni valle, dalla Val Trebbia e Val Nure alla Val Riglio, con il castello di Montechino.

Di questo castello e' documentata con precisione la storia a partire dal 1441, quando Filippo Maria Visconti, duca di Milano, investì della contea di Montechino Bertolino e Cabrino Nicelli.

In epoca rinascimentale le lotte furibonde tra i feudatari che si contendevano il territorio cominciarono a placarsi, lasciando il posto alla rinascita dell'arte e del piacere di vivere delle Signorie e dell'alta borghesia. Sono di quel periodo i grandi saloni per le feste, la musica, le danze e le cortesie tra gentildonne e cavalieri cantate da Ludovico Ariosto.

 
     

Guelfi e Ghibellini nelle valli piacentine

I castelli della provincia di Piacenza (testo da Wikipedia)

castelli della provincia di Piacenza rimangono in gran numero a testimoniare l'importanza strategica che questo territorio ebbe nei secoli. I primi a costruire presidi fortificati furono i Romani che costruirono i loro castrum sia nella fascia pianeggiante che in quella collinare, per controllare le tribù dei Liguri e dei Celti, oltre alle vie di transito. Nel Medioevo fortificazioni sorsero sui due percorsi più importanti che attraversavano il piacentino: la via Francigena che conduceva i pellegrini a Roma e il passaggio verso il mare attraverso la val Trebbia, per mantenerne un controllo sicuro Carlo Magno istituì i Feudi Imperialiassegnandoli a famiglie fedeli. I turbolenti secoli che seguirono videro avvicendamenti di signori e regni, lotte tra Guelfi e Ghibellini, passaggi di eserciti, cambi dei confini, con i conseguenti assalti, assedi, distruzione dei castelli e successiva ricostruzione. Quando, per le mutate condizioni storiche, l'importanza difensiva dei castelli venne meno furono trasformati in sontuose residenze nobiliari, ampliati ed arricchiti con nuove ali, loggiati, affreschi e arredi lussuosi.

Guelfi e Ghibellini a Piacenza (testo da Wikipedia)

Le lotte per il potere in città, iniziate nel XIII secolo, lasciarono un'eredità di profonde divisioni interne anche durante il periodo visconteo-sforzesco e la prima età moderna, sia tra i ceti dominanti, sia tra la popolazione, dando luogo a una vivace dinamica di scontri di fazione tra le parti dei guelfi e ghibellini. Tra le maggiori famiglie guelfe piacentine sono da annoverare gli Scotti, i Fontana, i Malvicini, i Banduchi, i Fulgosi; tra i ghibellini i Landi e gli Anguissola.

Piacenza, come Parma, fu quindi una citta' a schieramento variabile.

Castelli ghibellini tra Parma e Piacenza

Il territorio collinare tra Parma e Piacenza, sul crinale Appenninico, tra verdi valli e boschi secolari, e' disseminato di suggestivi borghi arroccati con castelli ricchi di storia legata alle lotte di potenti signori molto spesso schierati in due fazioni opposte, Guelfi e Ghibellini.

Tra il XII e il XIII secolo le lotte per la conquista del potere politico ed economico divisero l'Europa in due partiti distinti: il partito Guelfo che rappresentava gli interessi del Papa, ed il partito Ghibellino che sosteneva quelli dell'Imperatore.

Le famiglie nobiliari piu' fedeli all'Imperatore furono i Pallavicino e i Landi, che, dal Po all'Appennino, in una vasta zona tra le province di Parma e Piacenza, crearono due Stati sovrani, con diritto di battere moneta, che resisteranno sino all'avvento dei Farnese. La capitale del feudo dei Pallavicino fu Busseto, mentre i Landi costruirono lo stato nell'alta Val di Taro e nell'alta Valle del Ceno, con due capitali: Compiano e Bardi.

 
stemma Guelfo
stemma Ghibellino
stemma dei Pallavicino
     

Aneddoti

Carlo VIII a Piacenza.

Della presenza di Carlo VIII di Francia (1470-1498) a Piacenza e nelle valli piacentine, durante la sua discesa in Italia il 3 settembre 1494 con un esercito di circa 30.000 uomini, parla anche Francesco Guicciardini nella sua Storia d'Italia, laddove scrive:

 

 
   
Carlo VIII di Francia (1470-1498)
     
“Da Pavia andò il re a Piacenza, dove essendosi fermato sopravenne la morte di Giovan Galeazzo, per la quale Lodovico che l'avea seguíto ritornò con grandissima celerità a Milano. Soprastette alcuni dí Carlo in Piacenza non senza inclinazione di ritornarsene di là da' monti, perché la carestia de' danari e il non si scoprire per Italia cosa alcuna nuova in suo favore lo rendevano dubbio del successo..."
 
   
Copertina di un'antica edizione della Storia d'Italia
     

 

Leonardo da Vinci e il monumento equestre a Francesco Sforza (testo da Wikipedia).

Alla fine del 1493 tutto era pronto per la fusione del "Colosso". In Corte Vecchia, sede da anni dell'officina di Leonardo (sul luogo dell'attuale Palazzo Reale), il modello di creta era ormai pronto e visibile, ma una notizia improvvisa bloccò la disponibilità del metallo: l'imminente calata di Carlo VIII di Francia in Italia, per la guerra contro il Regno di Napoli degli Aragonesi (1494), rese infatti impellente la domanda di bronzo per la fabbricazione di armi, vanificando il progetto di Leonardo, il quale fu profondamente deluso e amareggiato anche per i nuovi problemi di natura economica causati dalla mancata commissione.

 

 
A page with two drawings of a war-horse, one from the side, and the other showing the chest and right leg.
   
Leonardo da Vinci (1452-1519) e gli studi per il cavallo
     

Leonardo da Vinci e il Nicchio

Il nome Nicchio del Gutturnio Classico, vino dei Colli Piacentini, viene dal Codice Leicester di Leonardo del 1482 nel quale si legge che mentre Leonardo da Vinci era a Milano a costruire il monumento equestre a Francesco Sforza, ricevette in visita un gruppo di contadini provenienti dalla vallata tra Parma e Piacenza (la Val D'Arda) con un sacco pieno di conchiglie fossili dell'era pliocenica: "nicchi" in ottime condizioni.

 
   
Codice Leicester Leonardo da Vinci, 1504-1508 carta, 36 pagine Collezione privata di Bill Gates

Curiosita'

Velleia Romana e la Tabula alimentaria (testo da Wikipedia)

A circa 9,5 km da Montechino sorge Velleia o Veleia...un'antica città dell'Appennino piacentino, situata a 15 km circa a SO dell'odierna Lugagnano Val d'Arda in provincia di Piacenza. Centro di notevole importanza agricola e commerciale dei Liguri Eleiati o Velleiati, divenne prima colonia latina nell'89 a.C. e poi Municipio nel 49 a.C., ascritto alla famiglia patrizia deiGaleria.

La città romana di Velleia si sviluppa alle spalle della colonia di Piacenza (a 460 m s.l.m.), nella valle di un subaffluente del Po, il Chero, in territorio emiliano, una volta domata - poco prima della metà del II secolo a.C. - la lunga resistenza delle popolazioni indigene. La presenza di un sepolcreto a cremazione della seconda età del ferro, scavato alla fine del secolo scorso, a nord-est dell'abitato romano, consente di ritenerla sorta nell'area d'insediamento di una comunità protostorica.

Veleia diviene, attorno alla metà del I secolo a.C., municipium, cioè capoluogo di un distretto montano esteso dal Taro al torrente Luretta e dal crinale appenninico alla pianura, confinante con i territori di ParmaPiacenzaLibarnaLucca.

(...) Decadde a partire del III secolo d.C. per poi scomparire nel IV secolo a causa di alcune frane che causarono uno slittamento del terreno.

Gli scavi del centro urbano romano sono stati compiuti a partire dal 1760; è stato messo in luce il Foro, ricavato nel terreno in declivio, circondato da un portico di colonne tuscaniche e da alcuni edifici di carattere pubblico e privato. A un livello inferiore era la Basilica a unica navata, in cui è stata rinvenuta una serie di statue a carattere celebrativo della famiglia Giulio-Claudia. È noto anche un complesso termale; numerose le opere di scultura, di varia provenienza, qui adunate, particolarmente bronzetti, conservati al Museo archeologico di Parma.

 

Velleia Romana

Restano inoltre frammenti architettonici, di enorme importanza storica:

  • la Lex Rubria de Gallia Cisalpina (49-42 a.C.): che stabiliva i modi di concessione della cittadinanza romana ai Transpadani;
  • la 'Tabula alimentaria (del tempo di Traiano): sulle istituzioni alimentari (Alimenta Caeseris), create da Nerva e regolate da Traiano allo scopo di far fronte alla crisi della piccola proprietà agricola e alla stasi demografica.
Esse concedevano capitali in prestito agli agricoltori, dietro garanzia ipotecaria e ad un basso saggio di interesse (5 %), e ne devolvevano le rendite all'assistenza dei fanciulli poveri incoraggiando così l'incremento sia agricolo che demografico.

La Tavola descrive inoltre il territorio del municipio di Velleia, con i principali 16 pagi (villaggi), delle vere unità territoriali ed amministrative, al cui interno vi sono i vici, cioè insediamenti di case e terreni; detenute da varie famiglie patrizie romane, con le rendite dei territori. Tra i pagipiù importanti del municipio di Velleia vi sono il pagus Bagienno (dal nome liguri bagienni trasferitisi in val Trebbia) di Bobbio, che confinava con quello Domizio di Mezzano Scotti (Bobbio) nei pressi di Barberino, il quale confinava con quello Ambitrebbio di Travo nei pressi della Pietra Parcellara; e quello Eboreo.

 

la Tabula alimentaria traianea (III sec.)

     
Nel piacentino
 
     
Cose da fare
Localita' a mezz'ora / 1 ora da Montechino
Distanza km
Tempo medio
Equitazione
Centro Ippico San Lorenzo: Localita' Cà Ruperti 1, frazione San Lorenzo, Castell'Arquato. Tel. +39.335.8076179
27
38 min
Scuderia L'Oca Nera: via Costa Orzate 19,Localita' Sant'Antonio Castell'Arquato. Telefono +39.339.22656557, Email m.morganti@scuderialocanera.com, http://www.scuderialocanera.it/contatti.html
27
38 min
Golf
Golf Club Castell'Arquato: Localita' Borlacca 1, frazione Bacedasco Alto, Castell'arquato. Tel. +39.0523.895557, mail segreteria@golfclubcastellarquato.com
27
38 min
 
Golf Club Castello La Bastardina: Localita' Bastardina, strada Grintorto, Agazzano. Telefono +39.393.9036927, Email info@golf-bastardina.com, web http://www.golf-bastardina.com
38
57 min
Piscine
Centro sportivo: Localita' Le Forche, Bettola. Telefono +39.0523 911515
18
24 min
 
Piscina Lido: via Provinciale 15, Castell'Arquato. Telefono +39.0523803261
27
38 min
Sci
Pista sci di fondo - Sci Club Bobbio: Localita' Le Vallette, Ceci, Bobbio. Telefono +39.340.7037395 - 3470508099, Email sciclubbobbio@virgilio.it, web http://www.sciclubbobbio.it
39
56 min
 
Sci alpino - Impianti di risalita a Passo Penice: localita' Passo Penice, Bobbio. Telefono +39.0523.933411 info neve +39.349.4238068, mail passopenice@libero.it web http://www.passopenice.it/
51
1 ora 11 min
Tennis
Tennis Club Bettola: centro sportivo lungo il Nure, Bettola. Telefono +39.0523.917847.
18
24 min
 
Impianto sportivo comunale "Cementirossi": via Boggiani 11, Ponte dell'Olio. Telefono +39.0523.878468.
14
22 min
Terme e centri benessere
Centro Benessere Hammam di Fariba: via Atleti Azzurri d'Italia 5, PC. Telefono +39.0523 071818 / +39.0523.482357, Email hammamdifariba@fastwebnet.it
36
48 min
 
Terme di Salsomaggiore: via Roma 9, Salsomaggiore Terme, Parma. Telefono +39.0524-58.26.11, info@termedisalsomaggiore.it, www.termedisalsomaggiore.it
44
1 ora