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HAITI
     
     

Liberamente tratto dalle note di Rossella Righetti, Caraibi, Moizzi editore.

La frontiera tra la Repubblica Dominicana e Haiti corre quasi diritta da nord a sud, fino a Pedernales. E' lunga meno di 360 chilometri ma, sorvolando il confine, l'isola appare come spezzata in due.Haiti e' bruna e brulla quanto la Repubblica Dominicana e' verde e lussureggiante.

 

il confine tra Haiti (a sinistra) e la Repubblica Dominicana
La differenza tra i due paesi non e' solo nel colore della terra ma anche in quello della gente e nell'anima. Due realta' diversissime convivono a pochi chilometri l'una dall'altra. Il volto nero dell'Africa e il volto bianco-mulatto di eredita' spagnola, l'animismo Vudu' e il cristianesimo cattolico.
 

cerimonia Vudu'
Il popolo Dominicano e' tra i piu' pacifici del mondo. Haiti e' il posto piu' violento e disastrato dei Caraibi, dove si rischia la pelle quasi ovunque e non c'e' sicurezza alcuna, pero' Haiti e' ricca di fascino e di magia e gli Haitiani, pur passando da un disastro all'altro, hanno gioia di vivere e tanta voglia di vivere. Ci sono molti piu' suicidi nei perfetti Stati dell'Europa del nord che non nell'inferno di Haiti. Dove vivere e' rischiosissimo, ma appassionante. A Haiti non si annoia nessuno.
 

senza elettricita'
Haiti infatti e' un pezzo di Africa nera trapiantato nei Caraibi, dove ogni mille abitanti c'e' uno stregone. L'Africa qui e' dappertutto. Si respira nell'aria e si sente sulla pelle. Il ritmo di tamburi lontani richiama gli spiriti. il sortilegio, il maleficio e la magia fanno parte della vita di tutti i giorni e si materializzano di colpo al calar delle tenebre. Perche' a Haiti la notte e' buia davvero, senza elettricita' per il 90 per cento della popolazione.
 

Haiti di notte
Le gang dominano incontrollate, uccidono, violentano, rubano. Si regolano conti, si consumano vendette, spariscono persone. Delle strade asfaltate c'e' solo un ricordo, le buche sono piu' grandi di un bus. Il resto piste polverose senza alcun controllo.
 

gangs a Haiti
Lo ripetiamo, si rischia la pelle ovunque, specialmente chi e' impegnato a salvarne altre, come i medici senza frontiere. Dunque, si vive appassionatamente.
 

   
medici senza frontiere

 

Il terremoto di Haiti (testo da Wikipedia)

Il terremoto di Haiti del 2010 è stato un terremoto catastrofico di magnitudo 7,0 M_\mathrm{w} con epicentro localizzato a circa 25 chilometri in direzione ovest-sud-ovest della città di Port-au-Prince, capitale dello Stato caraibico di Haiti. La scossa principale si è verificata alle ore 16:53:09 locali (21:53:09 UTC) di martedì 12 gennaio 2010 a 13 km di profondità. Lo United States Geological Survey (USGS) ha registrato una lunga serie di repliche nelle prime ore successive al sisma, quattordici delle quali di magnitudo compresa tra 5,0 e 5,9 M_\mathrm{w}

 
l'epicentro del terremoto a Port-au-Prince
 

Il numero di vittime è stimato al 24 febbraio di 222.517. L'entità dei danni materiali provocati dal sisma è ancora sconosciuta. Secondo la Croce Rossa Internazionale e l'ONU, il terremoto avrebbe coinvolto più di 3 milioni di persone.

(...) Secondo la Croce Rossa tre milioni di persone su una popolazione di poco più di nove non hanno più un'abitazione o sono rimaste ferite. L'incertezza di queste previsioni è data dal fatto che la popolazione, vivendo nella maggioranza dei casi in povertà economica, non ha mezzi per soccorrere ed effettuare ricerche, se non a mani nude, nonostante la mobilitazione di molti altri Paesi che hanno fornito gli aiuti provvisori e fondamentali per la momentanea condizione degli sfollati.

 
il centro di Port-au-Prince dopo il terremoto
 
(...) Il sisma ha colpito in modo particolare la capitale Port-au-Prince (MM IX secondo la stima USGS), distruggendo o danneggiando gravemente molti edifici della città tra cui il Palazzo Presidenziale, la sede dell'Assemblea Nazionale di Haiti, la cattedrale e la prigione principale.Tutti gli ospedali della città sono stati distrutti o sono risultati talmente danneggiati da dover essere evacuati. Le Nazioni Unite hanno affermato che il quartier generale della missione di peacekeeping MINUSTAH, situato nella capitale, è andato distrutto e che buona parte del personale ONU risulta disperso. Altri importanti edifici distrutti o gravemente danneggiati sono il Ministero della Finanze, il Palazzo di Giustizia, alcuni sedi scolastiche ed universitarie, oltre alla torre di controllo dell'Aeroporto Internazionale Toussaint Louverture. La maggior parte delle infrastrutture sono andate distrutte e questo ha inevitabilmente causato ritardi e problemi nella distribuzione degli aiuti umanitari.
 
il Palazzo Presidenziale gravemente danneggiato
 

Reportage da Haiti di Stefania Garbin, Chirurgo plastico, sostenitrice di Missione Possibile

"Quello che piu’ mi ha impressionato sono le condizioni igienico-sanitarie inenarrabili. Montagne di spazzatura all‘aperto, fogne all’aperto, con maiali, cani e ratti che ci mangiano sopra. In mezzo, tutt’ attorno,  la gente, i bambini, le case crollate, l’odore insopportabile (io stavo per svenire ed ho dovuto sdraiarmi a terra). La vita scorre normale…..ma del resto e’ comprensibile che in una situazione di assenza di  dignita’ umana come questa, o si desidera morire oppure si diventa indifferenti, come meccanismo di difesa, per sopravvivere. (secondo le statistiche di suicidi ad Haiti ce ne sono pochissimi)

Le persone parlano il creolo e il francese. Ho parlato spesso con loro.

Sono persone dolci, buone, semplici, primitive. Una di loro mi ha regalato spontaneamente un legno di bamboo dipinto con i disegni tipici di Haiti.

Sono dipinti di donne con il volto nero, senza lineamenti ne’ espressioni…." (leggi tutto l'articolo)

Haiti ottobre 2010 video : un terremoto o un urgano ad Haiti sono come ferite in piu' in un corpo gia' martoriato.

 
Alla frontiera con la Repubblica Dominicana
 
 

L'epidemia di colera (testo da Wikipedia)

L'epidemia di colera ad Haiti del 2010 ha avuto inizio verso la fine del mese di ottobre nella regione Saint-Marc a circa 100 km a Nord della capitale Port-au-Prince, contagiando almeno 150.000 persone e uccidendone 3333.

Si sospetta che alcuni pazienti abbiano bevuto dal fiume Artibonite acqua contaminata contraendo la malattia, per cui sono stati inviati sul luogo medici, medicine, acqua potabile e altri aiuti umanitiari allo scopo di rallentare e arrestarne la diffusione.

(...) Molti persone non hanno potuto ricervere le cure adeguate a causa degli ospedali sovraffolati. Si teme che la malattia possa ulteriormente diffondersi, in quanto migliaia di persone vivono attualmente nei campi in precarie condizioni a seguito del terremoto del gennaio 2010.

 

 

     

Col grande augurio a tutti gli Haitiani di superare ogni difficolta' e far rifiorire il loro affascinante Paese, vogliamo ricordare il loro eccellente Rhum Barbancourt, distillato di tradizione francese e la sua storia.

"Nel 1862 Duprè Barbancourt, originario della regione Charentè in Francia, si stabilisce nel piccolo villaggio rurale di Damiens, a circa 15 km dalla capitale Port au Prince, e decide di applicare al Rhum la sua esperienza riguardo alla produzione del Cognac e usa così il metodo di distillazione “Charentaise”, con il tipico alambicco francese e con doppia distillazione, al fine di ottenere un Rum di grande complessità aromatica e delicatezza.

Celeberrimo e perfetto esempio di Rhum bilanciato, tra aromi erbacei e dolci, tra potenza della doppia distillazione in alambicco pot e leggerezza che accarezza, e non da ultimo tra grande qualità e prezzo molto accessibile!" (testo tratto da Rhum Club Italiano)

 
     
     

 

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