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SANTO DOMINGO COLONIALE
 

 

 

Di Santo Domingo, prima citta' d'America, famosa anche per la sua vita notturna, riportiamo la descrizione che ne fa Rossella Righetti

nell'eccellente Guida ''Caraibi'' di Ulysse Moizzi / Shendene Associati Editori.

''Volandoci sopra, Santo Domingo (piu' di due milioni di abitanti), si rivela in tutta la sua estensione.

Una cinquantina di enormi quartieri ne fanno un dedalo in cui e' impossibile orizzontarsi se non si e' di casa.

Vi sono due citta' ben distinte: quella nuova, immensa, con grandi viali alberati, arterie piene di traffico,

grattacieli, magnifiche ville immerse in giardini, circondata da una periferia di bidonville,

e la citta' vecchia, infinitamente piu' piccola, affacciata sul fiume Ozama, con strade pittoresche,

strette vie lastricate, case colorate che non superano i due piani, patii, sontuosi palazzi spagnoli, atmosfera d'altri tempi.

Da non perdere un giro di sera nella citta' coloniale su cui i lampioni gettano chiazze di luce dorata,

partendo dalla cattedrale, passando per Calle Las Damas e sbucando davanti all'Alcazar Colon

fra le vecchie case che hanno visto Colombo, Velasquez, e Cortez.

L'arteria principale della citta' vecchia si chiama El Conde.''

 
 
 
 
Due vecchie mappe dell'isola e di Santo Domingo
 
cliccare sulla mappa per ingrandire
 
La visita della città coloniale può iniziare dal Parque Colòn, o Piazza della Cattedrale, il centro della zona coloniale.
 
 
 
Parque Colòn
 

Nel mezzo della piazza la statua di Cristoforo Colombo, e dietro la cattedrale di Santa Maria La Menor,

la prima del Nuovo Mondo, iniziata nel 1521 e terminata nel 1585, che è uno dei monumenti simbolo di Santo Domingo.

 
 
 
monumento a Cristoforo Colombo
 
 
 
Catedral Metropolitana y Primada de America
 
 
 

In fondo a Calle Billini si apre Calle Las Damas, ai tempi di Colombo la via del passeggio

di nobildonne, dame di compagnia, fanciulle nubili in cerca di marito, governatori e conquistadores,

che scendevano a godersi la brezza della sera del fiume Ozama.

Oggi ha la massima concentrazione di monumenti.

 
 
 
Calle Las Damas... anche in calesse
 
 
 
 

Sulla destra, lungo il fiume Ozama, la Fortaleza e

la Torre del Homenaje (Torre dell'Omaggio, alta 19 metri),

costruita nel 1507 dal governatore Nicolas Ovando.

     
     
 
Fortaleza
 
Torre del Homenaje
 

Più avanti, la Casa di Rodrigo Bastida (1505), governatore della Colombia,

l'Hostas Nicolas Ovando (la casa di Nicolas Ovando, adesso hotel), una delle più antiche della città,

l'antichissima Casa Davila (1505-1506), la Capilla de Nuestra Senora de los Remedios (1550 circa),

e il Reloj del Sol (1753), uno degli ultimi orologi solari ancora esistenti al mondo.

 
 
 
Casa Bastida e giardino interno
 
Casa Nicolas Ovando
 
 
Casa Davila e Capilla de Nuestra Senora de los Remedios
 
Reloj del Sol
 

Sul lato opposto, la Casa de Francia, dove abitò Hernan Cortez, il conquistatore del Messico,

la Casa dei Gesuiti (1502), il Panteòn Nacional (1714-1748), dove sono sepolti gli uomini più illustri degli ultimi 150 anni,

il Palacio de los Capitanes Generales con il Museo de las Casas Reales,

con arazzi, mobili, mappe, utensili, armature, monete, reperti indios.

 
 
 
Casa de Francia e Casa dei Gesuiti
 
Panteon
 
 
 
 
Palacio de los Capitanes Generales e Museo de las Casas Reales
 

In fondo a Calle Las Damas, dopo la Porta S. Diego, si apre la suggestiva Plaza de Espana,

con l'Alcazar de Colon (1509-1512), sede della corte spagnola d'Oltremare tra il 1512 e il 1524.

     
     
 
Alcazar de Colon
 
     
 
 

Alle spalle dell'Alcazar, Las Atarazanas, un insieme di otto edifici (1507),

un tempo sede di uffici doganali, botteghe di artigiani, commercianti e officine,

oggi un complesso di ristoranti suggestivi, boutique e gallerie d'arte.

 
 
 
Las Atarazanas
 
 

Altri monumenti si trovano sparsi un po' ovunque. In Calle Gabino Puello la chiesa di Santa Barbara (1555-1569),

sulla Emiliano Tejera la Casa del Cordon (1502) dell'ordine di San Francesco, che fu la prima costruzione in pietra del Nuovo Mondo.

In Isabela la Catolica, la Casa natale di Juan Pablo Duarte, padre della patria, che oggi e' un museo.

 
 
 
Casa del Cordon e Casa natale di Juan Pablo Duarte
 

In Calle Hostos il Convento de San Francisco, il piu' antico del Nuovo Mondo.

All'incrocio con Calle Luperoni i resti dell'ospedale di San Nicola di Bari, il primo del Nuovo Mondo.

In Las Mercedes il convento di Las Mercedes (1555), che ospito' Tirso de Molina, che scrisse <<Don Giovanni ladro di Siviglia>>.

In Arzobispo Nouel la chiesa del Carmen.

In Padre Billini il Convento de los Dominicos (1510), sede nel 1538 dell'Universita' di San Tommaso d'Acquino,

con facolta' di filosofia, teologia, giurisprudenza e medicina.

Sempre nella Billini la Capilla de la Tercera Orden (1759) e il Convento de la Reina Angelorum (1552).

 
 
 
San Nicola di Bari e Las Mercedes
 
 
Carmen e Capilla de la Tercera Orden
 
 
Convento de los Dominicos e facciata
 

Dalla Puerta de la Misericordia, in fondo all'Arzobispo Portes, inizio' nel 1844 la rivolta contro gli haitiani.

Infine, in Arzobispo Merino due edifici notevoli, la Casa de Gorion (1540), in cui nel 1544 fu fondata l'universita' di Santo Domingo,

e la Casa de las Monedas (1540), l'antica zecca, con un bellissimo portale.

 
 
 
Puerta de la Misericordia e Collegio Gorion
 
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